11 Febbraio: la nascita del Giappone!

Il giorno 11 Febbraio si celebra l’anniversario della nascita del Giappone, il Kenkoku Kinen no Hi. E quale miglior modo per inaugurare il nostro sito dedicato al Paese del Sol Levante, se non iniziando proprio dalla sua nascita?


nihonshoki 11 febbraio nascita del giappone
Pagine del Nihonshoki che, insieme al Kojiki, è tra i primi libri giapponesi mai scritti.

Testo aggiornato il 19/01/2022.

Si narra, infatti, che fu proprio il 11 febbraio 660 a.C. il giorno della nascita dell’impero giapponese.

Protagonista di questo giorno fu un certo Hokohohodemi no Mikoto oppure Sano no Mikoto, più noto come Jinmu, nome in verità cinese affibbiatogli circa un secolo più tardi.


Il Kenkoku kinen no hi (建国記念の日), la festa della nascita del Giappone

Junmu è una figura mitologica, nientepopodimeno che uno dei discendenti della dea Amaterasu, “la grande divinità che splende nei cieli”.

Il nipote della dea, oltre all’ordine di governare sul Giappone, ricevette i 3 simboli del potere regale, i sanshu no jinki (三種の神器):

  • una spada, Kusanagi no Tsurugi (草薙劍);
  • uno specchio, Yata no Kagami (八咫鏡);
  • un gioiello, Yasakani no Magatama (八尺瓊勾玉).

kojiki origine del giappone
Una ricostruzione dei 3 simboli del potere imperiale

Jinmu, dunque, conquistò dapprima Yamato, ovvero l’odierna prefettura di Nara, e poi ascese al trono, dando così origine alla dinastia imperiale. In effetti pare proprio che Suizei, secondo mitico imperatore giapponese, fosse proprio suo figlio.


Perché il Giappone viene spesso chiamato Yamato, oppure Terra del Sol Levante?


Il giorno in cui il Giappone ebbe il suo primo imperatore per volere degli stessi déi? Il primo giorno del primo mese dell’anno 660 a.C..

E se del perché il primo giorno del primo mese sia diventanto l’11 Febbraio parleremo tra poche righe, come mai sia stato scelto il 660 a.C. come mitico anno di fondazione del Giappone, lo scopriamo subito.

Si trattò semplicemente di un motivo di buon auspicio. Secondo un antico credo cinese, infatti, quell’anno avrebbe propiziato grandi cambiamenti.

E di queste vicende, seppur con qualche variazione, si parla sia nel Kojiki sia nel Nihonshoki, tra i primi testi giapponesi pervenutici.


La vera ragione dietro la celebrazione della fondazione del Giappone

Oltre ad essere delle inesauribili fonti di interesse dal punto di vista linguistico, il Kojiki ed il Nihonshoki sono dei testi di “propaganda dinastica”.

Se ci pensiamo, Jinmu non era soltanto il fondatore della dinastia imperiale, ma anche il nipote di Amaterasu. Con questi testi, dunque, la famiglia imperiale stessa voleva legittimare il proprio potere in quanto proveniente direttamente dagli dèi. E non serve dire che non hanno scelto un dio qualunque, ma proprio Amaterasu, divinità del sole.

Ecco dunque che l’imperatore veniva assurto all’olimpo degli déi (almeno fino alla fine della seconda guerra mondiale).

Ciò permise la sopravvivenza stessa dell’istituzione imperiale anche quando, svuotata di un ruolo politico, ne assunse uno più simbolico.

Ora resta soltanto da capire come mai si festeggi l’11 febbraio…


L’11 febbraio diviene l’anniversario della nascita del Giappone

Secondo la leggenda, Jinmu ascese al trono il primo giorno del primo mese del 660 a.C..

La festa, però, venne ufficializzata solo secoli dopo, nel 1872 con il nome di Kigensetsu (紀元節), tradotto come “giorno dell’impero”. La giornata aveva la funzione di rilegittimare il potere di una famiglia imperiale indebolita dagli anni dello shogunato.

Il Kigensetsu venne fissato il 29 gennaio 1872.

L’anno successivo, però, il 1873 era anche l’anno in cui il Giappone avrebbe dismesso il calendario lunisolare, di origine cinese, ed adottato quello gregoriano. Per il calendario lunisolare, però, il 29 gennaio 1873 era il Capodanno.

La popolazione dunque avrebbe collegato il giorno 29 gennaio ai festeggiamenti del nuovo anno e non alla festa dell’impero, come il governo desiderava (in ottica propagandistica).

Nel 1873, dunque, l’impero stabilì un cambio di data e la festa venne fissata al giorno 11 Febbraio.

Qualche decina di anni dopo, il Giappone firmò la resa e tale festa, che celebrava l’origine divina dell’imperatore, mal si abbinava ai democratici principi americani. Pertanto, con il loro arrivo, la festa fu abolita.


Si celebrano ancora il giorno 11 febbraio e la nascita del Giappone?

La festa venne poi ripristinata nel 1966 con il nome di Kenkoku Kinen no Hi, giorno della fondazione del Paese.

Lo spirito generale è sicuramente più dimesso rispetto al passato, soprattutto per le controverse vicende della guerra. Parte della popolazione a fine Anni Sessanta a quel tempo inneggiava ad un ritorno allo spirito nazionalistico; parte, invece, cercava di evitarlo, nel rispetto di quanto accaduto.

Certo è che ora la festa viene celebrata con la chiusura di molti uffici e scuole, e celebrazioni nei santuari shintoisti e nei templi buddhisti.

A Tokyo, inoltre, si tiene una parata di quasi 3 km e che non poteva terminare in altro luogo che nel Meiji Jingu, il santuario dedicato agli spiriti divinizzati dell’imperatore Meiji e consorte.


Infine, una curiosità?

Il giorno 11 Febbraio non si ricorda soltanto la nascita del Giappone. Altre importanti ricorrenze si celebrano in questo giorno.

  • La prima costituzione del Giappone, la Costituzione Meiji, venne promulgata proprio l’11 Febbraio 1889.
  • Anche la bozza della Costituzione del 1946 venne approvata dal Generale Douglas MacArthur, allora Comandante supremo delle forze alleate in Giappone, proprio l’11 Febbraio.
  • Senza contare che l’Ordine della Cultura (ne parliamo qui, in occasione della Festa della Cultura!) venne stabilito il giorno 11 Febbraio 1937.

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Immagini:

  • Nihonshoki, pubblico dominio.
  • I Sanshu no jinki, pubblico dominio.

Fonti:

  • R. Caroli e F. Gatti (2010). Storia del Giappone. Bari: Laterza. ISBN: 978-88-420-8164-7
  • National Foundation Day (aggiornato al 12/02/2021)

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